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GERUSALEMME: IL MURO DEL PIANTO LA BASILICA DELLA RESURREZIONE E TANTO ALTRO

GERUSALEMME

Gerusalemme. Era la tappa che più mi incuriosiva del viaggio ad Israele. Forse perchè a scuola la studiamo per così tanto tempo, che negli anni ti crei delle aspettative, per forza. In realtà mi aspettavo tutto e niente, nel senso, come fai a immaginarti Gerusalemme? Nella mia immaginazione avrebbe dovuto essere un luogo con delle colline, e con tutte le costruzioni in pietra chiara. Non ci sono andata lontano, la collina c’é, ma é lì sopra che si trova l’intera città. Vi racconto tutto.

CHIESA ULTIMA CENA

La prima tappa è stata visitare la chiesa nella quale si “presume” che Gesù fece l’Ultima Cena. Dico presuME, perchè per tutta la storia di Gesù non possiamo essere certi della localizzazione. Gesù era considerato un pazzo e solo dopo, negli anni, è stato riconosciuto. Così è iniziata la ricerca di tutti i luoghi dov’era stato.

Sarebbe come dire che io vado sempre al Bar Sport, quindi per forza l’Ultima Cena l’avrei fatta lì 😉

IL MURO DEL PIANTO

Dopo questa breve tappa siamo andati al Muro del pianto. Non so se sapete cos’è ma vi faccio comunque un breve ripasso direttamente da Wikipedia 😛

“Gli ebrei pregano al Muro del Pianto da duemila anni, ritenendo che quel punto sia il più sacro disponibile sulla faccia della Terra (essendo molto vicino al sito del luogo Santo dei Santi) e che Dio sia lì vicino a sentire le loro preghiere. Anche la tradizione di infilare piccoli fogli di carta recanti preghiere nelle fessure del muro è antica di centinaia di anni. Nelle preghiere ripetute per tre volte ogni giorno sono incluse le ferventi richieste a Dio per il ritorno di tutti gli ebrei esiliati nella terra di Israele e la ricostruzione del Tempio (il terzo) per arrivare all’era messianica con l’arrivo del messia (in ebraico Mashiach) degli ebrei.”

Io ovviamente non potevo non mettere un bigliettino, ma quello che per me poteva essere un semplice biglietto, guardandomi attorno, capii che per tutti gli altri non lo era. Non voglio sminuire il mio gesto, ma il mio era un viaggio stampa quindi organizzatomi da altri, invece probabilmente per tutto il resto delle persone questo era il viaggio per il quale hanno risparmiato una vita intera, proprio per venire a Gerusalemme, per pregare davanti al muro del pianto, perchè quel muro è più potente di qualsiasi altra preghiera. Chissà quante storie di vite, di sogni, in quei pochi metri..

Mi sono girata un’attimo intorno e ho visto lacrime, tante lacrime, ho capito subito il perchè del muro del pianto. La gente non se ne vergognava e non faceva un nulla per nasconderle, e io in quel momento mi sono sentita così piccola e così a disagio. Scattare loro delle foto mi sembrava come rubargli qualcosa, di solito chiedo prima di scattare, ma lì no, non potevo rovinare il loro momento. Così ho fatto tutti questi scatti in pochi attimi, e non ci sono altre foto, o foto “sbagliate” è tutto qui, in questo post.

Mentre stavo per andare mi sono accorta di una cosa, perpendicolare al muro del pianto, c’era un altro muro. Un muro costruito dopo, più moderno diciamo. C’erano alcune persone che si sporgevano (lo vedete sotto dalle foto) e mi sono sporta anch’io per capire… Era una divisone Uomo-Donna. Da una parte pregano gli uomini e dall’altro le donne. Così antico, così demodè, ma così storico forse?

  

    

 

BASILICA DEL SAN SEPOLCRO o CHIESA DELLA RESUREZZIONE

Gerusalemme è una sorpresa continua, un’emozione continua. Proprio quando pensi che non ci possa essere niente di più sconvolgente del Muro del Pianto, ecco che ti ritrovi davanti alla Basilica del San Sepolcro. Questa Chiesa è stata costruita sul luogo che la tradizione indica come quello della crocifissione, unzione, sepoltura e resurrezione di Gesù.

Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma vi posso dire che dentro quella Chiesa mi tremavano le mani. Non riuscivo a scattare, avevo brividi ovunque.. perchè c’è qualcosa lì, un’energia.. che ti scuote.. e non puoi non sentirla.

Ovunque mi girassi c’era gente che pregava e baciava un luogo sacro. Il primo era dove hanno vestito Gesù dopo la sua crocifissione.

Subito dopo mi è stata data un’occasione più unica che rara, entrare nella Cripta dov’è risorto Gesù. Non è che non si possa entrare, ma la fila era lunghissima e noi avevamo delle tempistiche da rispettare.

Così senza neanche accorgemene mi sono trovata catapultata dentro. Il posto è piccolissimo e mi mancava l’aria, ero combattuta tra il voler correre fuori subito e il voler restare dentro un’attimo. C’era una famiglia indiana in quel momento, e la cosa che mi ha sbalordito è vedere che erano entrati con un sacchetto. Dentro quel sacchetto avevano tanti, tantissimi oggetti portatesi da casa, e li appoggiavano tutti, ad uno ad uno, sopra il sepolcro, come per santificarli. Ed è lì che ho deciso di uscire, chissà da quanto erano in fila e aspettavano quel momento, non potevo rovinarglielo.

Ho dato un bacio e me ne sono andata.

   

LA VIA CRUCIS – VIA DOLOROSA

Il resto della giornata l’ho trascorsa andando in giro per le strade della Via Crucis, percorrendo la via Dolorosa, la quale ora è gremita di bancarelle.

Mentre mi guardavo intorno riflettevo: “pensa qui è quando Gesù non ce la fa più a portare le croce”. In quel momento ne capisci ancora di più il perchè. Le strade sono tutte in salita, e ho pensato a quanto sarebbe affascinante fare almeno una volta nella vita li una Pasqua.

  

 

   

   

  

Presto vi racconterò di Tel Aviv!!

Stay tuned!!

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