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BALI: UBUD, TEMPLI, RISAIE E TANTO ALTRO!

BALI: UBUD, TEMPLI, RISAIE E TANTO ALTRO!

Non so se anche voi da bambini avevate un mappamondo, io sì. Mi piaceva farlo ruotare, con un dito bloccarlo e vedere dove mi avrebbe portato la fantasia. Poi iniziavo ad inventare storie sui quei luoghi lontani. Diciamo che l’idea del viaggio a Bali è nata più o meno così parecchi mesi fa. Dopo aver persuaso Met, che non voleva affrontare un viaggio così lungo, avevo già il mio itinerario programmato e i biglietti aerei prenotati. Quindi ora non vi resta che partire con me. Come avrei fatto da bambina, avrei inventato una bellissima storia di fantasia e ve l’avrei raccontata. Solo che questa volta è stata realtà.

Ubud

Il nostro viaggio è iniziato visitando la parte centrale dell’isola di Bali e precisamente ad Ubud. Qui abbiamo alloggiato al B.Saya Villa & Restaurant nella Villa Rijasa. Un luogo incantevole, immerso nel verde, attorniato dalle risaie, e da una vera e propria giungla. Talmente verde che io e Met abbiamo subito capito il perchè, è veramente piovosa! Nonostante avessimo scelto l’estate per visitarla (periodo consigliato) qui nella parte centrale dell’isola abbiamo beccato dei veri e propri acquazzoni . Ci siamo messi l’animo in pace e abbiamo ugualmente visitato il più possibile. La soluzione più comoda per muoversi è quella di farsi prenotare dall’hotel un driver. Il quale starà con voi tutta la giornata, o per il tempo concordato e vi condurrà nei luoghi prescelti. Dopo aver fatto delle splendide colazioni, a base di frutta fresca, pancake, uova in camicia e frullati esotici, una mattina l’abbiamo trascorsa al mercato di Pasar. Dove siamo stati inebriati dagli odori intensi delle più svariate spezie, dai colori sgargianti degli abiti, dai numerosi attrezzi artigianali. Poi da li ci siamo diretti verso la Monkey Forest Road, dove ci attendeva la riserva delle scimmie. Eravamo veramente intimoriti, perchè non sono così docili come sembrano. La guida che ci ha accompagnato ci ha esortato a non entrare con cappelli, occhiali, e quant’altro fosse stato facilmente afferrabile dalle scimmie. Impiegano pochissimi secondi a rubarti gli effetti personali. Nonostante tutto, sotto la supervisione del nostro accompagnatore, una foto con una scimmietta sono riuscita a farla 😉

 

  

    

   

   

  

Ubud e i Templi

Se qualcuno mi chiedesse cosa porto a casa di Ubud, sicuramente risponderei la spiritualità che evocano gli infiniti templi. Si rimane affascinati a vedere le donne del luogo che confezionano cestini sacrificali con le foglie di banano e li riempiono di fiori. Questi cestini dall’odore inebriante vengono poi offerti agli Dei, lasciati scorrere nelle vasche d’acqua attorno a qualche tempio o bruciati. Il Tirta Empul è uno di quei luoghi che mi ha lasciato il segno, è un tempio con una vasca d’acqua dove i balinesi possono immergersi per purificarsi. Vedere il rituale di questi bagni di purificazione è qualcosa di mistico. Il tempio di Goa Gajah (dove mi vedete in preghiera) 0 anche detto caverna dell’elefante è stato scoperto solo all’inizio del 900 ed anche per questo che ne sono rimasta affascinata. Pensare che esistono templi/caverne che la vegetazione ha coperto e che solo il secolo scorso sono venuti alla luce è come essere in un film di Indiana Jones. Per ultimo ma non per importanza, perchè è difficile scegliere, abbiamo visitato il Tempio Pura Gunung Kawi. Per descriverlo, dovete immaginare di immergervi nella Giungla, e scorgere tra la fitta vegetazione, qua e là, qualche altare/santuario scavato nella roccia. In questo luogo la mia reflex non smetteva di scattare.

  

  

   

  

Risaie e degustazioni

Ormai è noto che durante i miei viaggi devo soddisfare l’occhio, lo spirito ma anche l’appetito. In uno dei nostri giorni trascorsi ad Ubud abbiamo un attimo rallentato il passo per poter visitare le piantagioni di caffè, cacao e naturalmente fare le degustazioni. Abbiamo assaggiato circa una decina di caffè differenti tra cui il famoso Kopi Luwak. Lo zibetto, un animaletto tipico di questa regione, mangia questa bacca. Lui ne va ghiotto ma non riesce a digerirla. Perciò la bacca non viene intaccata, e una volta espulsa, si dice non abbia più il sapore amaro del caffè. Oltre ad essere il caffè più caro al mondo, fortunatamente non è stato il mio preferito, gli altri erano decisamente meglio.  Dopo una pausa pranzo in un tipico locale nel centro di Ubud ci siamo diretti alle risaie di Tegalalang. Sfortunatamente il tempo era molto piovoso e non siamo riusciti a percorrere l’intero tracciato. E’ stato comunque emozionante vedere questi terrazzamenti così perfetti e ordinati disseminati di palme. Ormai i nostri giorni ad Ubud erano finiti e ci attendeva un’ altra meta. Confidavamo in un tempo migliore e così è stato. La Storia continua nel prossimo articolo 😉

 

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